L’INFLAZIONE NELLE PMI SI COMBATTE COL WELFARE

Giugno 12th, 2026 by Amministratore

Secondo i Consulenti del Lavoro buoni pasto e buoni acquisto si confermano gli strumenti più diffusi. Cresce però l’attenzione a benessere, coinvolgimento e qualità del lavoro. Il sostegno economico ai lavoratori e alle loro famiglie continua a rappresentare il principale ambito di intervento del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane. In un contesto ancora segnato dalla pressione sul potere d’acquisto, oltre il 70,6% dei Consulenti del Lavoro (CdL) individua, infatti, nel supporto diretto al reddito la priorità delle aziende. È quanto emerge dal IV Rapporto sul welfare aziendale nelle PMI italiane realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in collaborazione con Pluxee, presentato al Festival del Lavoro di Roma nel maggio 2026. L’indagine ha coinvolto 2.000 CdL che quotidianamente affiancano micro, piccole e medie imprese. Il dato conferma come il welfare continui a essere utilizzato soprattutto come leva concreta di sostegno al potere d’acquisto, privilegiando strumenti semplici, immediatamente percepibili dai lavoratori e facilmente gestibili dalle aziende. I buoni pasto si confermano così il benefit più diffuso nelle PMI: li riceve il 42% dei lavoratori. Seguono i buoni acquisto (40%) i rimborsi carburante (29%) e quelli per le utenze domestiche (25,5%). A favorire la diffusione del welfare nelle PMI sono soprattutto due fattori: i vantaggi fiscali e il ruolo della contrattazione collettiva nazionale. La leva fiscale è indicata da oltre il 70% dei CdL intervistati, anche alla luce delle novità introdotte dalla Manovra 2026, che ha innalzato a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto digitali. Il 34% evidenzia invece il ruolo dei CCNL, che sempre più spesso includono misure di welfare aziendale, offrendo alle imprese soluzioni già definite e facilmente applicabili anche in contesti organizzativi meno strutturati. Accanto ai benefit economici più tradizionali, cresce però la diffusione di misure legate a salute e assistenza (39%), mentre le iniziative per la conciliazione vita lavoro salgono dal 18% al 26%. Dalla ricerca emerge, inoltre, un cambiamento culturale in atto. Le PMI adottano sempre più questi strumenti non solo come supporto economico, ma anche per migliorare il clima aziendale (22%) e integrarli nelle strategie dedicate a benessere, stabilità e qualità del lavoro (17%). In questa prospettiva, comunicazione e coinvolgimento dei lavoratori assumono un ruolo sempre più centrale.