Per l’apertura della partita IVA riferita alle locazioni breve non fa fede il numero di immobili utilizzati, ma le modalità di gestione, i servizi aggiuntivi e l’organizzazione professionale. In tutti gli altri casi si è di fronte ad attività produttrici di redditi tassabili ma nella forma di redditi fondiari ovvero redditi diversi. La partita IVA è obbligatoria se si ricade nella previsione normativa, di carattere generale, prevista dall’articolo n.04, comma 01, del dpr n.633 del 1972 ai sensi della quale “per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli n.2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma di impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo n.2195 del codice civile”. Utilizzare per locazioni brevi tre appartamenti non è necessariamente un’attività d’impresa. Questa è la conclusione che arriva dalla lettura di una recente risposta a interpello n.921-15/2026 della Dre Sardegna, nella quale l’Agenzia delle entrate, dopo aver riepilogato proprio le fonti primarie del diritto, si limita a ribadire solamente la disposizione introdotta dalla legge di bilancio 2026 senza minimamente interpretarla.

